mercoledì 16 maggio 2012

Fotografia Immersiva, realizzazione foto - Corso di Fotografia - Lezione 48 parte 1

Il corso di fotografia online è estrapolato dal libro di fotografia intitolato "Manuale di Fotografia - Occhio, Mente e Cuore" in vendita a 3 euro in versione Ebook PDF.

Questo articolo fa parte del Corso di Fotografia Digitale Online.

Articolo scritto da Marco Stucchi www.marcostucchi.com

Introduzione

L'approccio che ho deciso di seguire nel corso di questi articoli è quello di accompagnare il lettore in tutte le fasi di creazione di una fotografia immersiva, dalla scelta della posizione del cavalletto, al salvataggio dei file, dalla giunzione delle immagini alla creazione di filmati in versione Adobe Flash o QuickTime.
La fotografia immersiva richiede uno studio della composizione della scena, un attenta analisi del punto di scatto compreso il pavimento (tecnicamente punto di nadir), ed una fase di post-produzione impegnativa e certamente non trascurabile.

Appresi i concetti base, sia pur nelle loro forme più elementari, sarete in grado di realizzare ottime panoramiche in grado di stupire chiunque.


Prima di cominciare il percorso di studio della fotografia immersiva, vi propongo una foto da me scattata.

Questa immagine costituirà il nostro punto di partenza... e di arrivo durante tutte le analisi delle diverse fasi di lavoro.

Qui mi limiterò a descrivere i passaggi fondamentali per la realizzazione di una foto immersiva, trattando i dettagli operativi nei capitoli seguenti. I link degli articoli saranno attivati appena disponibili.

Negli articoli farò riferimento alla mia attrezzatura in mio possesso, ma i concetti descritti sono applicabili indipendentemente dall'attrezzatura usata.

L'immagine di partenza e di arrivo

Prima di presentare le singole immagini che andranno a formare la panoramica, voglio mostrare il risultato finale di tutto questo lavoro.

L'immagine sotto è una panoramica equirettangolare 360° x 180° ottenuta dalla fusione di otto immagini.

Ora ripercorreremo tutti i passaggi che hanno permesso di raggiungere questo risultato.

Immagine panoramica equirettangolare 360° x 180° ottenuta attraverso lo stitching di 8 singole immagini
Gli otto scatti di partenza

Il primo passo per realizzare un immagine immersiva è certamente il posizionamento del tripede prestando molta attenzione alle ombre che si producono dallo stesso sul terreno, mentre un secondo e non trascurabile aspetto da controllare è il posizionamento della macchina fotografica perfettamente in bolla. Trascurando queste operazioni preliminari la qualità di una fotografia immersiva può risultare irrimediabilmente compromessa.

Ora siamo pronti per eseguire una serie di sei scatti sul piano orizzontale ogni 60° in modo da coprire tutti i 360° dell'orizzonte, al quale ne vanno aggiunti uno in alto (zenith) ed uno in basso (nadir).

Con una serie di 8 scatti è possibile fotografe tutta la sfera che circonda il punto di ripresa, e siamo in grado di realizzare una fotografia immersiva.

Ogni scatto presenta una parte sovrapponibile con lo scatto precedente e quello successivo. Questa parte dell'immagine servirà al programma di fusione (stitching software) per eseguire una corretta fusione delle immagini.

Personalmente sulle sei foto scattate eseguo subito rimozione delle ombre del cavalletto, ed eventualmente di altri elementi indesiderati (oggetti ed eventualmente anche persone che sono elementi di disturbo). Per esperienza eseguo questa operazione di rimozione prima della giunzione delle immagini per avere delle immagini pulite prima di eseguire la fusione.
È importante ricordare che in questa fase si deve operare sulle immagini singole solo sulla rimozione degli elementi indesiderati, ma non modificare la luminosità ed il contrasto di esse, anche se presentano delle imperfezioni.

Per lo stitching delle immagini utilizzo PtGui, che considero uno dei migliori programmi per questo tipo di applicazioni.

Il programma di stitching si occupa di fondere insieme alle 6 immagini orizzontali l'immagine scattata in alto (zenith), ma molto spesso dobbiamo manualmente trovare ed assegnare i punti di giunzione tra una o più foto orizzontali e la foto allo zenith, affinché lo stitching sia corretto e non presenti evidenti punti di giunzione.

Ora lasciamo il lavoro di stitching al programma ed attendiamo che produca il risultato atteso, ricordandoci sempre di salvare l'output generato alla massima risoluzione.

Per il punto verso il basso (nadir), lo stitching presenta maggiori difficoltà poiché inevitabilmente andiamo a scattare dove è posto il cavalletto sul quale abbiamo posizionato la macchina fotografica. Con un po' di esperienza e la conoscenza di qualche trucco è possibile ottenere una giunzione perfetta anche sul punto del nadir.

L'output generato è un immagine equirettangolare con una striscia irregolare sul fondo dell'immagine. Quell'area nera costituisce l'area del punto del nadir che dobbiamo sostituire con l'immagine che abbiamo scattato.

Ora sull'immagine equirettangolare è possibile operare tutte le operazioni necessarie per migliorarne la qualità: luminosità, saturazione, luci/ombre, contrato, ecc... Spesso quando utilizzo le curve a gli altri strumenti di Photoshop salvo i valori utilizzati in un file esterno riutilizzabile. Il file salvato sarà molto utile durante la successiva fase di giunzione del punto del nadir, affinché anche ad esse vengano applicati gli stessi valori di correzione utilizzati per l'immagine equirettangolare.

Gli otto scatti realizzati con Nikon D300 e obiettivo Nikon 10.5mm fisheye su testa panoramica Manfrotto 303Plus

Le ultime due immagini a destra sono rispettivamente lo scatto allo zenith e lo scatto al nadir.

Le facce del cubo

A questo punto si pone una domanda, come convertire un immagine equirettangolare in un cubo a sei facce? Pano2VR è un ottimo programma di conversione dei file in Flash e QuickTime sia per Mac che per Windows e che consente anche di trasformare un immagine equirettangolare in un cubo a sei facce.

Elaboriamo la faccia del cubo che corrisponde al nadir, facilmente riconoscibile dal cerchio privo di immagine in esso contenuto. Photoshop c'è di aiuto per risolvere il problema. Ritagliando l'immagine originale scattata al punto nadir ed utilizzando gli strumenti di trasformazione ed altera immagine, timbro clone e tutto quello che Photoshop ci mette a disposizione per questo tipo di elaborazioni, riusciamo a fondere la faccia del cubo del nadir con l'immagine originale. Il livello di complessità di questa elaborazione è direttamente proporzionale alla complessità del pavimento che andiamo ad elaborare. Un area sabbiosa, liscia e senza asperità si può fondere con pochi click del mouse, viceversa la presenza di elementi molto dettagliati che non ammettono il minimo errore di giunzione, può impegnare parecchio tempo per realizzare una buona giunzione.


Le sei facce del cubo dopo l'elaborazione con Pano2VR.

Stiamo giungendo alla fine del nostro lavoro.

Tutte le facce del cubo sono pronte per la conversione in Flash o QuickTime per una navigazione virtuale del nostro lavoro, oppure possiamo convertire il cubo per una visione equirettangolare delle immagini raccolte.

Qualsiasi sia la preferenza, le facce del cubo sono pronte per regalarci l'emozione di una ripresa a 360°!

La creazione dell'immagine virtuale

Stiamo giungendo alla fine del nostro lavoro.

Nel mio sito www.marcostucchi.com per la visualizzazione dei file multimediali ho utilizzato un player basato su Adobe Flash, poiché Adobe Flash è un plug-in cross-platform che garantisce una diffusione pressoché totale su tutti i computer utilizzati. Questo non esclude che sia possibile creare file multimediali interattivi basati anche su Apple QuickTime.

Versione in Adobe Flash: marcostucchi.com/Panoramiche/VirtualTour/vt_26.html

Versione QuickTime: marcostucchi.com/Panoramiche/VirtualTour/vt_qt_01.html

Conclusioni

Abbiamo descritto in maniera sintetica il processo di creazione dell'immagine panoramica equirettangolare ed abbiamo generato i files multimediali per una esperienza interattiva veramente unica.
Ora abbiamo le basi e le conoscenze necessarie per approfondire tutti gli argomenti esposti.

Fotografia immersiva - L'esecuzione degli scatti

Introduzione

Nella parte introduttiva abbiamo descritto la tecnica ed i software comunemente utilizzati per realizzare fotografie immersive. In questo capitolo analizzeremo con dettaglio le operazioni operazione di preparazione del tripiede e della testa fotografica, mentre nei successivi capitoli le operazioni di stichting e conversione dell'immagine equirettangolare in formato multimediale.

Particolare attenzione in questo capitolo è dedicata all'impostazione della testa panoramica ed il ruolo centrale ed insostituibile che essa ricopre nel processo di creazione di un immagine panoramica. Essa dispone di un sistema - che costituisce il proprio tratto distintivo rispetto alle altre teste fotografiche - che consente di regolare la rotazione della reflex sul punto nodale dell'ottica utilizzata, ed evitare fastidiosi errori di parallasse.

Durante l'esecuzione di questi scatti dovremo impostare la macchina in modalità manuale ed evitare gli automatismi.

Attrezzatura impiegata

Per realizzare la fotografia immersiva non esiste una specifica attrezzatura fotografica, ma un insieme coordinato di strumenti fotografici per realizzare i propri scopi.

La mia personale attrezzatura - sulla base della quale ho sviluppato queste guide - si compone dei seguenti elementi:
  • Reflex Nikon D300
  • Obiettivo Nikon 10,5mm fisheye
  • Cavo per scatto remoto
  • Tripiede Manfrotto 055Pro
  • Testa panoramica Manfrotto 303Plus
  • Piastra livellante Manfrotto 338
  • Bolla a slitta Manfrotto 337
La macchina fotografica

La prima scelta ragionevolmente passa dall'utilizzo di una reflex di fascia alta che permetta di ottenere immagini qualitativamente elevate e con un contenimento del rumore digitale molto buono.
L'ottica

L'utilizzo di una lente fisheye con una copertura di 180° sulla diagonale permette di ottenere indubbi vantaggi in termini flessibilità durante l'esecuzione degli scatti. Con questa scelta, per l'esecuzione di una fotografia immersiva sono necessari 6 scatti sul piano dell'orizzonte, uno scatto al punto di zenith ed uno scatto al punto di nadir, per un totale di 8 scatto complessivi.

Tripiede

Indipendentemente, dalla scelta della reflex e dell'ottica, un ruolo fondamentale è assolto dalla coppia tripiede e testa panoramica.

Il tripiede deve essere solido e robusto in modo da sostenere senza la minima vibrazione la testa panoramica, reflex e obiettivo.

Il sistema di scatto - composto dalla testa panoramica e dalla reflex con obiettivo -, può raggiungere il peso di svariati chili, per cui è necessario che il tripiede sia adeguatamente dimensionato al peso che dovrà supportare.

La stabilità del tripiede è un elemento essenziale, non solo per le riprese con tempi di esposizione relativamente lunghi, ma anche nel caso di esposizioni multiple, ovvero scatti perfettamente sovrapponibili allo stesso soggetto ma con esposizioni diverse.

Testa panoramica

Elemento essenziale nella realizzazione di immagini immersive è la testa panoramica. La testa panoramica, si differenzia dalla altre teste fotografiche - sfera, cremagliera - per la capacità offerta al fotografo di regolare il punto nodale dell'obbiettivo, e correggere gli errori di parallasse.

La piastra livellante

Un accessorio che ho trovato molto utile durante l'esecuzione degli scatti e la piastra livellante. Questo accessorio si interpone tra il tripiede e la testa panoramica. Un fattore determinante per la realizzazione di una buona sessione di scatti è che tutto il sistema sia perfettamente in bolla, affinché le linee orizzontale e verticali siano perfettamente allineate.

Talvolta per una precisa messa in piano del sistema di scatto, non risulta sufficiente la regolazione delle singole gambe del tripiede. La testa livellante assolve egregiamente questo compito, offrendo al fotografo un sistema preciso per potare in bolla la testa panoramica. Sarà sufficiente intervenire sui punti di regolazione della testa livellante affinché la bolla integrata alla testa panoramica sia perfettamente centrata.

La bolla livellante

Il perfetto allineamento della testa panoramica però non deve essere vanificato da una imprecisa collocazione della reflex sulla staffa della testa panoramica. Per ovviare a questo potenziale problema applico sempre sulla slitta del flash una bolla livellante di controllo che mi permette di controllare che la reflex sia allineata sull'asse verticale.

Particolare della testa livellante Manfrotto 338 interposta tra il tripiede Manfrotto 055Pro e la testa Manfrotto 303Plus

Dettaglio della testa panoramica e della piastra livellante

Il punto nodale

La correzione del punto nodale è condizione necessaria per la buona riuscita di un'immagine panoramica.

Tecnicamente possiamo descrivere il punto nodale, come quel punto nel quale il cono di luce che entra dalla lente frontale si incrocia per proiettarsi sul sensore digitale o sulla pellicola.

Il punto nodale varia da obiettivo ad obiettivo e molto raramente corrisponde al centro fisico dell'obiettivo. In alcuni schemi ottici il punto nodale può trovarsi in una posizione vicino alla lente frontale o anche davanti ad essa, mentre nel caso degli obiettivi zoom il punto nodale varia in funzione della lunghezza focale utilizzata.

LA testa panoramica dispone di due assi con regolazioni micrometriche per correggere l'errore di parallasse che si genera se si ruotasse la reflex sull'asse del foro di fissaggio di essa invece che sull'asse del punto nodale.

Spesso si ritiene che sia possibile eseguire immagini panoramiche utilizzando teste tradizionali, senza la correzione del punto nodale.

Inevitabilmente l'utilizzo di una testa non panoramica, cioè senza la possibilità di impostare il punto nodale dell'ottica utilizzata, introdurrà degli errori parallasse difficili da correggere in fase stichting.

Preparazione della macchina fotografica per gli scatti

L'esecuzione degli scatti per la realizzazione dell'immagine immersiva non presenta particolari difficoltà.

In questa fase è però necessario tenere in considerazione un importante regola: dimenticare tutti gli automatismi che una moderna reflex è in grado di offrire al fotografo, e impostare la macchina su modalità di scatto manuale.
  • Impostare la qualità dei files generata dalla reflex su RAW.
  • Impostare l'autofocus su manuale.
  • Impostare il bilanciamento del bianco su manuale, ed impostare lo stesso su uno dei valori predefiniti offerti dalla reflex - incandescenza, fluorescenza, sole diretto, flash, nuvoloso, ombra - oppure applicare una temperatura colore su un valore personalizzato compreso tra 2.000 e 10.000 gradi Kelvin.
  • Impostare manualmente il tempo di scatto.
  • Impostare manualmente il diaframma.
  • Impostare preferibilmente, se la scena dello scatto lo consente, un opzione di bracketing.
Particolare del display della reflex con 
i dati di scatto impostati in modalità manuale
L'impostazione manuale della macchina, consente di avere una uniformità tra gli scatti, sia nell'esposizione sia nel bilanciamento del bianco.
Se lasciassimo alla reflex la possibilità di impostare di automaticamente i dati di scatto, avremmo delle immagini con un'esposizione tecnicamente corrette se valutate singolarmente, ma non coerenti se inserite in un contesto di fotografia immersiva dove è necessario coprire l'intero orizzonte visibile.
Questo è un aspetto molto importante da considerare e capire per evitare grossolani errori di esposizione in fase di stitching.

Esecuzione degli scatti

Dopo aver posizionato il tripiede ed impostato i valori adeguati è giunto il momento di eseguire gli scatti.

L'impostazione utilizzata con questo schema ottico prevede 6 scatti distanziati l'uno dall'altro di 60° per un totale 360° oltre agli scatti al punto di zenith ed al punto di nadir. Il numero di scatti dipende dalla lunghezza focale utilizzata, le teste panoramiche di fascia alta offrono un utile sistema a scatto per eseguire le fotografie alla corretta distanza angolare. Durante le mie sessioni di lavoro imposto il sistema a scatto della testa panoramica su 6 scatti ogni 60°.

Nikon D300 con obbiettivo 10.5mm f/2.8 
montata su testa panoramica Manfrotto 303Plus 
pronta all'esecuzione degli scatti
Sarà sufficiente ruotare la testa ed il sistema arresterà la rotazione in corrispondenza degli angoli: 0°, 60°, 120°, 180°, 240° e 300° offrendo al fotografo la massima precisione e totale sicurezza nell'esecuzione.

Terminata la fase di scatto abbiamo tutte le immagini per procedere alla successiva fase di stichting nella quale le singole immagini verranno fuse tra loro per generare una singola immagine di grandi dimensioni in grado di coprire tutto l'orizzonte visibile dal fotografo nel punto di scatto.

Nell'immagine in basso vediamo la reflex durante una reale fase di scatto.

Dopo aver collocato il tripiede ed essersi assicurati una buona stabilità sul terreno innevato , ho fotografato la reflex durante i 6 scatti eseguiti sul piano orizzontale e lo scatto al punto di zenith. Ho omesso lo scatto al punto di nadir, poiché ho dovuto impugnare la reflex per eseguire manualmente lo scatto.


Gli otto scatti eseguiti dalla reflex esattamente nelle posizioni presentate nelle immagini sopra:


Le ultime due immagini a destra sono rispettivamente lo scatto allo zenith e lo scatto al nadir.

Ed ecco il risultato finale: l'immagine equirettangolare di 360° x 180° che copre esattamente tutto l'orizzonte visibile. Tour virtuale al link:

http://www.marcostucchi.com/Panoramiche/VirtualTour/vt_48.html


Conclusioni

Ogni fotografia immersiva necessità di un accurata fase di pianificazione.

Bisogna scegliere l'inquadratura più interessante, le migliori condizioni di luce, osservare con attenzione la presenza di luce parassita e riflessi, studiare il miglior punto di scatto considerando il punto di nadir, il tutto per creare un'immagine che immergerà completamente l'osservatore nel luogo di scatto.

Tecnica ed esperienza sono fattori fondamentali per la buona riuscita della foto, ma certamente l'attrezzatura impiegata ricopre un ruolo fondamentale.

In questo capitolo abbiamo posto l'attenzione sull'importanza della stabilità e solidità che deve fornire il tripiede all'intero sistema di scatto per prevenire qualsiasi vibrazione.

Inoltre due utili accessori, la testa livellante e la bolla a slitta, forniscono al fotografo immersivo un ulteriore supporto per scattare su piani perfettamente allineati.

La testa panoramica è lo strumento che permette di impostare il corretto punto nodale, e correggere gli errori di parallasse, difficili da eliminare in fase di stichting.

Per ottenere i migliori risultati è necessario impostare la reflex in modalità manuale, abbandonando, almeno per una volta tutti i complessi automatismi che le moderne macchine sanno offrire.

Nella seconda parte vedremo come elaborare gli scatti ottenuti e una guida passo passo su come creare  una fotografia immersiva tipo quelle di google street view!

domenica 13 maggio 2012

Fotoritocco avanzato per correzione foto - Tutorial Photoshop

La raccolta completa dei migliori tutorial per photoshop la trovete qui: Tutorial per Photoshop tecniche avanzate di Fotoritocco Professionale

Tutorial per photoshop a cura di Crazy Ring Entertainment

In questo video tutorial per photoshop vedremo come modificare i singoli colori, come modificare parti della foto, come applicare un effetto filtro graduato al cielo e come rimuovere le macchie dei residui di polvere sul sensore.

Tutorial precedente: Passi essenziali fotoritocco - Tutorial Photoshop CS5 e Camera Raw

mercoledì 9 maggio 2012

Canon EOS 5D Mark III Test pratico foto, video, ISO e HDR


Test pratico della Canon Eos 5D Mark III con particolare riguardo alle riprese foto e video ad alta sensibilità a ISO 20.000, e alla funzione HDR.



Trovo utile riportare qualche commento che il video ha ricevuto su youtube
Forum: chi sta dietro i vari nickname? se la fonte non è verificabile non è giudicata attendibile. Prima regola di corretta informazione.

In alcune- solo alcune- fotocamere ci sono stati errori di esposizione perché il display è stato tenuto acceso per molto tempo durante l'esposizione? Canon per evitare contestazioni ha ritirato e sostituito le fotocamere con altre di serie diversa.Normale prassi aziendale.

Infine: quale vero fotografo tiene acceso il display durante una lunga esposizione?
Accusate i forum di falsa testimonianza e poi alcune nazioni bloccano le consegne per la macchina fotografica in esame? Cerchiamo di essere un po' più scrupolosi nel verificare le notizie e l'attendibilità delle stesse. Cari utenti il problema del display c'è (chiamato effetto tappo da Canon), ma non riguarda tutti gli esemplari.... informatevi

lunedì 7 maggio 2012

Passi essenziali fotoritocco - Tutorial Photoshop CS5 e Camera Raw

La raccolta completa dei migliori tutorial per photoshop la trovete qui: Tutorial per Photoshop tecniche avanzate di Fotoritocco Professionale

Tutorial per photoshop a cura di Crazy Ring Entertainment

1) I Passi Essenziali per aggiustare le nostre foto - Photoshop CS5 - Camera Raw - Tutorial Italiano

In questo videotutorial per la fotografia digitale spiegherò come migliorare e aggiustare le proprie foto in Camera Raw. Il secondo video mostra gli step successivi e più avanzati.



2) Ulteriori passi per aggiustare le nostre foto - Photoshop CS5 - Camera Raw - Tutorial Italiano

In questo tutorial parlerò di come impostare la nitidezza, correggere l'aberrazione cromatica e le deformazioni causate dagli obiettivi, rimuovere o aggiungere la vignettatura alle nostre foto e ridurre il rumore dovuto da alti ISO.



venerdì 4 maggio 2012

Fotografia astronomica, i generi fotografici - Corso di Fotografia - Lezione 47

Il corso di fotografia online è estrapolato dal libro di fotografia intitolato "Manuale di Fotografia - Occhio, Mente e Cuore" in vendita a 3 euro in versione Ebook PDF.

Questo articolo fa parte del Corso di Fotografia Digitale Online.

Foto di Francis Anderson - Flickr.com/photos/39548131@N06/
La fotografia astronomica è quel genere fotografico che consiste nella ripresa dei corpi celesti ed è forse il tipo di fotografia più difficile a livello tecnico. I corpi celesti ovviamente non esiste modo di illuminarli, inoltre è difficile farli apparire fermi per effetto della rotazione terrestre. Sole e luna, fortunatamente sono più facili da fotografare con le dovute accortezze e tecniche di ripresa.

Foto di Steve Jurvetson - Flickr.com/photos/jurvetson/
Iniziamo parlando dell'attrezzatura necessaria.

Serve un buon telescopio, consiglio Newton o Cassegrain e che abbia almeno 200 mm di diametro e una lunghezza focale tra 1000 e i 2000 mm.

Per fotografare la luna i tempi di otturazione sono rapidi, invece per i pianeti si deve avere un cavalletto estremamente stabile e un sistema di inseguimento del moto apparente delle stelle, dato che si può arrivare a usare tempi di esposizione lunghi.

Il telescopio va montato su un cavalletto provvisto di montatura equatoriale che deve essere perfettamente allineata con l'asse di rotazione terrestre.





Come fotografare la Luna

Foto di Brian - Flickr.com/photos/makelessnoise/
Uno dei soggetti notturni per eccellenza è la luna, che purtroppo non è così facile da fotografare correttamente, perché si muove, infatti scattando con tempi lunghi registrate anche il suo movimento, se volete ottenere un paesaggio notturno dove la luna risulti ferma fate due scatti, il primo esponendo il panorama senza la luna, il secondo riprendendo la luna in primo piano, con un tempo adatto per esporla correttamente e evitare il mosso, di solito 1/30 di secondo circa, in fase di elaborazione inserite la luna ridimensionandola nella porzione di cielo del primo scatto.

L'avrete vista lassù centinaia di volte.. mezza, 3/4, piena... quasi una magia.. stupenda!

Riprendendo il discorso di prima, senza un telescopio fotografare la luna diventa molto difficile e si rischia di ottenere la solita foto banale del dischetto lunare in un cielo nero, questo perché l'immagine della Luna che si forma sul piano focale è in ragione di 1 mm ogni 100 mm di lunghezza focale, in parole povere un 100 mm dà una immagine di 1 mm di diametro, quindi con un 1000 mm la Luna appare come un disco da 10 mm di diametro.

Per i pianeti occorre ingrandire notevolmente, serve un sistema di moltiplicazione della focale che si ottiene interponendo un opportuno oculare e adeguati tubi di prolunga, per avere un'immagine decente dei pianeti le focali equivalenti devono essere dell'ordine dei 5000 - 20000 mm, in pratica sarebbe come utilizzare un moltiplicatore di focale 20x, cosa fattibile solo con telescopi di notevole stabilità e in condizioni meteo ottimali, con ottima trasparenza dell'atmosfera e assenza di turbolenza.

Chi non può permettersi un telescopio ma vuole comunque provare a fotografare la luna, l'attrezzatura minima consiste in:
  • Una Reflex
  • Una obiettivo da minimo 300mm
  • Opzionalmente un tele-converter
  • Un treppiedi
  • Un telecomando con o senza fili
Chiaramente le lenti sulle compatte non sono abbastanza "potenti" per poter avvicinare il nostro satellite ad almeno 1/8 (con il 300mm) sulla nostra foto, così da riempire gran parte dello scatto (Intendo la maggior parte delle compatte, alcune hanno una grande escursione focale a discapito della qualità perché aumentano i compromessi ottici, per avere risultati di buon livello come ho già detto è meglio usare una Reflex sia perché le lenti usate in queste macchine sono superiori qualitativamente sia perché hanno un sensore più grande ecc..).

Chiaramente l'aspetto brutto della situazione con un obiettivo di elevata lunghezza focale come un 500mm è la stabilità; l'unica soluzione è un treppiedi molto robusto e un comando a distanza (potreste usare anche il timer interno dell'autoscatto della macchina).

Bisogna cercare un posto tranquillo e lontano dall'inquinamento luminoso che può esserci in città, guardate il calendario e "sincronizzatevi" con la "luna che volete", poiché la luna si muove abbastanza velocemente controllate subito prima di scattare se è sempre la!

Per quanto riguarda l'esposizione, la cosa è un po' complessa, perché fondamentalmente è una grossa palla luminosa bianca su uno sfondo nero, quindi, una soluzione ottimale potrebbe essere provare vari esperimenti col bracketing, così da avere un po' di materiale su cui lavorare in post-produzione, chiaramente andiamo almeno a f11.

Vi consiglio anche di scattare in RAW, così sarete avvantaggiati sempre in post produzione, e magari fare qualche prova di cropping.

Questa parte dell'articolo è stata scritta da Lorenzo Tedesco

Le tracce stellari

Foto di Darren Kirby - Flickr.com/photos/badcomputer/
In fotografia astronomica il tipo di ripresa più semplice da effettuare è quella che fa apparire le così dette "Tracce stellari".

Si effettua una ripresa utilizzando tempi molto lunghi, così da mettere in evidenza il moto delle stelle. Le foto più suggestive si ottengono puntando l'obiettivo verso il Polo nord celeste, dove è possibile vedere la stella polare che rimane fissa (o quasi) al centro della foto e le altre stelle invece danno l'idea di ruotare intorno ad essa. Se invece si è in prossimità dell'equatore si otterranno tracce rettilinee. Ovviamente, più è lungo il tempo di posa e più lunghe appariranno le tracce.

Se invece non si vuole mettere in evidenza il moto degli astri si può utilizzare un tempo di posa abbastanza breve. Solitamente si utilizza un 50mm come ottica base, ma sono molto usati zoom con una focale tra 28mm e 35mm.

In base alla focale utilizzata cambia il tempo di esposizione massimo oltre cui si percepiscono i movimenti stellari. Il massimo tempo di esposizione è dato dalla formula T=550/f, dove T è il tempo di posa in secondi, ed f è la focale espressa in mm.

Tecnica del fuoco diretto con il telescopio

Qui si rende necessaria una macchina reflex da cui si smonta l'obiettivo e si collega il telescopio tramite un anello adattatore chiamato anello T2. Quest'ultimo si inserisce su un accordo montato al posto dell'oculare.

Il telescopio si utilizza così come un obiettivo a lunga focale, dunque è più semplice riprendere oggetti piccoli e deboli. Solitamente i telescopi, avendo una focale così lunga, hanno un rapporto focale raramente inferiore a f/6. Di conseguenza si avranno tempi di posa lunghi, che possono arrivare anche a 20 minuti.

Un problema che potrebbe verificarsi è la mancata messa a fuoco utilizzando il normale vetrino della macchina fotografica, per cui sarà utile utilizzarne uno più chiaro o un ingranditore.

Dunque, sistemata l'attrezzatura si hanno le seguenti condizioni: tempi di posa molto lunghi e focale lunga. E per l'inseguimento? Per evitare l'effetto mosso, o le tracce stellari, bisogna "inseguire" l'oggetto che abbiamo inquadrato per non far risentire la foto del movimento terrestre. A questo ci pensa un sistema di correzione consistente in un sistema ottico che permette di vedere una stella ad alto ingrandimento e una pulsantiera che permette di compensare il movimento su entrambi gli assi. Si rende necessaria dunque una Guida assistita, che si può effettuare in due modi: o si monta un telescopio sulla schiena del telescopio primario usato a fuoco diretto dalla fotocamera e si insegue la stella guida a mano o con l'aiuto della pulsantiera; oppure si effettua una guida fuori asse interponendo un prisma tra il corpo macchina e il telescopio che avrà il compito di deviare parte della luce perpendicolarmente all'asse del fuoco su un oculare secondario che consentirà di eseguire la guida.

Questo tipo di fotografia dona un contrasto elevato, utile soprattutto nella fotografia planetaria, e offre nitidezza e luminosità nettamente superiori per gli oggetti del profondo cielo.

Questa parte dell'articolo è stata scritta da Claudia Prontera

mercoledì 2 maggio 2012

Come presentare/creare il proprio portfolio

Questo articolo fa parte della sezione Fotografia Professionale: risorse utili per i fotografi

Come presentare e creare da zero un portfolio. Consigli molto utili per poter avere successo nel mondo della fotografia professionale.

Roberto Tomesani per Associazione Nazionale Fotografi Professionisti - TAU Visual

Presentare il proprio portfolio - primo passo, la progettualità

Come rendere efficace il proprio portfolio fotografico: deve esistere un racconto od un elemento unificante.



Presentare il proprio portfolio - secondo passo, la tematicità

Il portfolio professionale reso settoriale affinchè sollevi l'interesse del potenziale cliente.



Presentare il proprio portfolio - terzo passo, la ricerca creativa professionale

Il portfolio professionale può non limitarsi all'antologia dei lavori fatti e, separatamente, alla sezione di ricerca personale, perché...

Fotografia Still-Life, i generi fotografici - Corso di Fotografia - Lezione 46

Il corso di fotografia online è estrapolato dal libro di fotografia intitolato "Manuale di Fotografia - Occhio, Mente e Cuore" in vendita a 3 euro in versione Ebook PDF.

Questo articolo fa parte del Corso di Fotografia Digitale Online.


Lo Still Life è un genere fotografico che richiede molta creatività e l'abilità di saper controllare ogni dettaglio della scena.

Al contrario di scattare istantanee spontaneamente, apre molte opportunità e permette al fotografo di avere il pieno controllo sul risultato della foto. Poiché la maggior parte degli scatti still life vengo realizzati in uno studio professionale, sia la composizione e l'illuminazione possono essere modificati in qualsiasi momento.

Le opportunità sono infinite costruendo le scene con diversi oggetti messi insieme, un dettaglio di un a stanza, o solo un elemento con un background interessante, la chiave di tutto è la scena che deve unire in modo armonioso e coinvolgente i vari elementi per dare un effetto sullo spettatore.

Quali sono le basi dello Still Life?

Composizione:

La prima cosa da considerare quando si scattano foto Still Life è l'oggetto (o gli oggetti) che avete intenzione di fotografare. L'idea è di lasciare che la fotografia racconti la sua storia. L'immagine deve comunicare con lo spettatore ad un livello molto sottile e sensoriale.

Pertanto gli elementi che vengono utilizzati nella foto devono essere disposti in un certo modo, spesso gli oggetti vengono organizzati e riorganizzati più volte cercando di ottenere la giusta composizione.

Background:

La seconda cosa da considerare è lo sfondo su cui gli oggetti compaiono.

Lo sfondo deve offrire alla foto il giusto contrasto con tutto il resto della composizione, provate sfondi diversi per creare diversi effetti di luce.

Generalmente si va dai normali pannelli di "bianco puro" a quelli di velluto nero per far assorbire la luce in modo che non vengano fuori riflessi luminosi nella foto.

Consigli per iniziare a fare foto Still Life:
  • Per la composizione della vostra fotografia, provate a posizionare un oggetto alla volta e a fotografare man mano spostando continuamente di posizione gli oggetti.
  • Per quanto riguarda gli sfondi, si possono anche sperimentare la manipolazione delle immagini con software di editing per vedere il modo in cui lo sfondo appare sulla scena.
  • Per quanto riguarda l'illuminazione, si può provare a sperimentare con diversi colori e tipi di luce artificiale per migliorare la tonalità di luce ed ombra nella fotografia.
  • Un altro suggerimento per migliorare la vostra abilità fotografiche con lo Still Life è quello di raccogliere e studiare le opere di famosi fotografi osservando le loro composizioni e i loro stili.
Foto di Robin - Flickr.com/photos/fotoosvanrobin/
L'Illuminazione è forse l'aspetto più importante.

A differenza di quanto si possa immaginare molti fotografi Still Life preferiscono usare la luce naturale perché dà un'illuminazione speciale che dona un particolare effetto alla composizione.
Per questo motivo si pone la composizione vicino ad una finestra, associando spesso un foglio di carta bianco sul lato opposto alla fonte di luce per rifletterne un po' nelle parti in ombra.

Le luci sono un fattore fondamentale nella fotografia Still Life, per un uso amatoriale solitamente si usano i flash per il minor consumo di energia, mentre ad uso professionale si usano le luci continue.

Il tavolo da still life che vedete a pag. 233 è uno strumento essenziale, sotto di esso va collocato un flash che serve a non far generare ombre, in modo da poter scontornare facilmente il soggetto in post produzione. Si devono utilizzare delle luci che tolgano le ombre illuminando il soggetto in maniera uniforme ma senza "appiattirlo", cosa che succede se tutte le luci colpiscono il soggetto con la stessa potenza, per evitare ciò, basta usare una luce principale più forte e le secondarie regolate a minor potenza per avere una maggiore tridimensionalità del soggetto. Un approfondimento sull'illuminazione in studio la potrete leggere nelle prossime puntate del corso di fotografia.

Articolo e foto di Dino Torraco www.torracodino.it

domenica 29 aprile 2012

Lightroom 4 sincronizzazione modifiche su più foto - Tutorial

Questo articolo fa parte del Corso di Lightroom.

Gli amici di Total-Photoshop.com hanno realizzato un video tutorial su Adobe Lightroom 4.

Quando abbiamo diverse fotografie sulle quali eseguire post produzioni simili allora Lightroom 4 ci permette con una semplice ma efficace procedura, la sincronizzazione.

Con questa funzione tutte le regolazioni effettuate dal modulo sviluppo su una fotografia vengono applicate a tutte le foto che selezioniamo.

sabato 28 aprile 2012

Fotografia Sportiva, i generi fotografici - Corso di Fotografia - Lezione 45

Il corso di fotografia online è estrapolato dal libro di fotografia intitolato "Manuale di Fotografia - Occhio, Mente e Cuore" in vendita a 3 euro in versione Ebook PDF.

Questo articolo fa parte del Corso di Fotografia Digitale Online.

La fotografia sportiva non ha bisogno di presentazioni, chi non ha mai visto le schiere di fotografi appostati a bordo campo durante una partita di calcio? Io personalmente non seguo il calcio preferisco fotografare (e praticare) sport come la boxe e il karate, per questa tipologia di sport l’equipaggiamento adatto consiste in un obiettivo con lunghezza focale non superiore a 35mm, perché le foto migliori si fanno stando vicino ai combattenti. Durante gli sparring o gli allenamenti in palestra cerco di mettermi in modo tale da non disturbare gli atleti durante la loro attività, cercando allo stesso tempo la giusta distanza, cosa non molto facile.

Per realizzare le seguenti fotografie ho utilizzato un 35mm f1.8 ma l’utilizzo di un grandangolo più spinto non mi sarebbe dispiaciuto.

Tutto il set di foto sulla boxe e sulla palestra potete vederli nei miei album facebook Palestra e Boxe in palestra e sul ring







Ora illustrerò l’equipaggiamento necessario per fotografare sport come il calcio o il basket in cui non è possibile stare vicino agli atleti.

ATTREZZATURA NECESSARIA:
  • Obiettivo: minimo si deve avere uno zoom 70-200mm abbastanza luminoso, un’apertura massima di f2.8 è accettabile, in questo modo è possibile usare tempi di scatto veloci senza dover alzare gli ISO. Come è logico il teleobiettivo è d’obbligo, e quelli luminosi non sono economici, arrivano a costare nell’ordine delle migliaia di euro, se siete fotografi professionisti la soluzione migliore è il noleggio.
  • Fotocamera: la fotocamera come caratteristica fondamentale deve avere un elevato numero di scatti al secondo, più veloce è la fotocamera meglio è. La macchina fotografica va imposta sulla modalità di scatto continua per non perdere nemmeno un fotogramma dell’azione.
  • Monopiede: non serve solo per la stabilità, un teleobiettivo è molto pesante e ci si stanca facilmente senza un supporto su cui appoggiarsi.
Fotografo sportivo con Monopiede - Foto di DeusXFlorida
Flickr.com/photos/8363028@N08/

giovedì 26 aprile 2012

Novità adobe Photoshop CS6 e Creative Cloud

Tutte le novità di Adobe Photoshop CS6 e Adobe Touch, nuove funzioni e miglioramenti indispensabili per chi pratica fotografia sia a livello amatoriale che professionale!

Il video dura in totale 52 minuti ma niente paura, quello che interessa a noi (Photoshop CS6) si trova al minuto 28 perché il video presenta tutti i prodotti della creative suite 6.

<h2> Adobe CS6 and Creative Cloud online launch</h2> <p> </p>

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